L'anticamera del cervello

Il diario non detto di Devil Master Mind, dei suoi presunti amici e naturalmente del grande Moci. Perché il dubbio... è necessario!

lunedì, 13 luglio 2009
Il presidente Obama ha un nuovo alleato Si chiama Benedetto XVI

di Luca Volonté

Bando alla ciance, tra Obama e il Papa si fa sul serio.
Non c’è persona al mondo che non abbia guardato con fiducia
all’incontro di venerdì pomeriggio, l’emozione della First Lady americana dimostra meglio di ogni altra immagine l’atteggiamento di chi è stato “toccato” da una persona vera, il Papa, che vive quell’ “essere di più” a cui ciascuno.
Un incontro che cambia la vita, perché Benedetto anche a quattrocchi ha testimoniato ad Obama che cambiare è possibile, ha reso carne la difesa della verità, l’ha riproposta con umiltà e convinzione.
L’uomo della
Caritas in Veritate ha posto l’accento sui quattro punti nevralgici dello sviluppo: il riconoscimento e l’apertura a Dio, il conseguente ritorno alla “fraternità”, la centralità della persona umana, l’esigenza di soluzioni nuove. Senza la consapevolezza di “esser dati” da Dio, non c’è cura per l’altro ma piuttosto l’altro ci è estraneo.
In questo, Benedetto ha ricompreso straordinariamente le origini e gli antenati fondatori americani, ha valorizzato ancora una volta quello sguardo al Creatore, quella presenza reale che sta al cuore della nascita del popolo americano. Senza fraternità rimane nel mondo il sottosviluppo, lo scandalo di disuguaglianze clamorose, l’appiattimento culturale.
Papa Benedetto ha chiari gli impegni elettorali presi da Obama, ancora la settimana scorsa la Casa Bianca ha sostenuto all’Organizzazione Mondiale della Sanità che l’aborto può essere un rimedio per combattere l’aumento delle morti delle mamme. Si possono ridurre gli aborti in molti modi, si può farlo disattendendo il significato della sessualità, sponsorizzando politiche di forzata “pianificazione delle nascite”, oggi è questa l’unica strada intrapresa dagli Usa.
Il Papa non ha messo tra parentesi queste verità e realtà, il dono della “Dignitatis Personae” lo dimostra, anzi ha anticipato ad Obama quello che leggerà nei viaggi aerei di questi giorni: «L’apertura moralmente responsabile alla vita è una ricchezza sociale ed economica». “God is back”, il titolo del nuovo libro pubblicato negli Usa che riconosce il revival globale e attuale della fede di questi anni è il miglior terreno comune di impegno tra Obama e il Papa.
Certo oltre alla simpatia del Teologo Cottier per il realismo della Casa Bianca, ne ha parlato ieri Renato Farina, c’è la diffidenza dei teologi amici di Wojtyla (Novack e Weigel innanzitutto) e di moltissimi Vescovi e Cardinali Usa, amareggiati dalla ”differenza” tra parole e azioni di Obama. In fondo il potente e osannato Obama, dopo l’incontro con Benedetto, ha intuito paradossalmente di non essere più solo, ha scoperto di essere meno povero. Cercava, dal giorno del suo insediamento, un amico che lo aiutasse a riprendere l’origine e l’anima credente della nazione americana, l’ha trovato in Vaticano. Segni della Provvidenza, direbbe Lincoln, proprio nei giorni che lo conducono alla scoperta delle sue origini africane.

© Copyright Libero, 12 luglio 2009

Postato da: Psicovirginio a 11:20 | link | commenti (68) |


Commenti
#1    14 Luglio 2009 - 16:06
 
Tutti i presidenti - non solo statunitensi - sono sempre lì per fare da tramite fra la popolazione (chi produce) e una certa categoria di potere (chi approfitta). Pertanto, la mediazione fra questi due poteri dev'essere volta agli interessi di chi si approfitta, dando il meno possibile alla gente, rasentando sempre quel limite di sopportazione popolare.

Sicuramente, nemmeno Obama può pianificare il futuro, in continuo movimento, soprattutto ora che abbiamo appena messo piede nella resa dei conti (e non solo metaforici) mondiali.
Credo che a noi resti la responsabilità di tenere ben vigile un occhio verso il ritorno a una vita più semplice, tendente alla ruralità, perché questa è l'inevitabile (terza guerra mondiale o meno) direzione che l'umanità dovrà prendere, quando anche il denaro come oggi è inteso, sparirà.

Il Carnefice

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#2    16 Luglio 2009 - 11:33
 
Sono felice che tu sia tornato a scrivere con una certa frequenza sulle pagine verdi dell'anticamera.

Dopo l'estate organizziamo quella gita nella campagna ligure di cui ci parlasti tempo addietro con toni assai allettanti.
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#3    19 Luglio 2009 - 17:01
 
Nella sua "Caritas in veritate" Ratzinger conia un'espressione: "l'assolutismo della tecnicità" che fa il paio con la famigerata "tirannia del relativismo" di qualche anno fa. Insomma non ce la fa proprio a immaginare un mondo in cui ognuno vive secondo i propri valori e usa la tecnica secondo i propri bisogni, fatto salvo il rispetto per la libertà altrui. Molto pericolosa è l'insistenza sull' "allargamento del nostro concetto di ragione e dell'uso di essa", perché si capisce benissimo dove vuole andare a parare.
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#4    19 Luglio 2009 - 19:41
 
Gulp!
Dovrò cominciare a organizzare da adesso, allora, Psico.
:)
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#5    19 Luglio 2009 - 19:59
 
Potremmo veramente trovarci più a nord rispetto a Roma; anche se mi dispiace tantissimo non venire a Roma, sarebbe più facile organizzare la cosa.
(Roma è bellissima e, se potessi, ci verrei ad abitare immediatamente; la gente, poi, è - in generale - così aperta e simpatica. Quando ci venivo per lavoro mi facevo di quelle chiacchierate con taxisti, baristi, personale aeroportuale e altra umanità occasionalmente incontrata. Che differenza da Venezia, dove l'essere scorbutici è la regola e rifiutano persino di servirti un bicchier d'acqua, se non hai gli spiccioli necessari).
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#6    20 Luglio 2009 - 00:10
 
D'accordo su Roma bellissima (nonostante tutto) ma temo tu abbia idealizzato i romani. E' vero che a Venezia (l'unica città che possa rivaleggiare con Roma quanto a bellezza) e in generale nel Veneto - l'ho constatato più volte - si riscontrano mediamente molto meno calore umano e molta meno cordialità, ma è innegabile che spesso il modo di fare "alla romana" è insopportabile. Almeno per me.

Hans
utente anonimo

#7    20 Luglio 2009 - 02:26
 
Scusate, "sia insopportabile" è decisamente meglio.

Hans
utente anonimo

#8    20 Luglio 2009 - 09:54
 
Non sono d'accordo sul fatto che Venezia sia l'unica città che possa rivaleggiare con Roma in quanto a bellezza.
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#9    20 Luglio 2009 - 10:08
 
Se vuoi andare a parare sul fatto che anche Firenze si difende, sono d'accordo con te Asmenos. Le passeggiate notturne che ho fatto ivi a fine maggio mi hanno fologorato.

Allo scudieroJons, che saluto e ringrazio, dico che se economisti e finanzieri avessero preso in considerazione i rischi di una 'tecnicità' fine a sé stessa' - sganciata dal bene comune e dal rispetto della dignità umana - la crisi globale forse si poteva evitare.
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#10    20 Luglio 2009 - 10:30
 
Per l'appunto Psico.
E permettimi, più che "si difende" io direi "rivaleggia alla grande".

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#11    20 Luglio 2009 - 12:35
 
Anche Firenze è meravigliosa (se Federico fosse una persona un po' meno seria di quant'è, gli direi "la mi porti un bacione ...", ma non oso).
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#12    20 Luglio 2009 - 12:49
 
Sono meno serio di quanto tu creda. Si vede "'un tu conosci bene di che razza s'è fatti"

:)
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#13    21 Luglio 2009 - 16:15
 
Confermo quello che dice Asmenos... anche io credo che il nostro amico abbia una gran voglia di "smollarsi" e credo che per il tempo che ha frequentato questi blog (forse anche il mio...), sia cambiato, cresciuto e maturato. (Come tutti noi del resto...).
Alkall
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#14    22 Luglio 2009 - 13:48
 
Roma non ha paragoni in Italia...
le altre città sono città di 3-4 secoli al massino... :-)

circa il fatto che la crisi economica è colpa dei modelli matematici errati... è secondo me una gran cavolata...
il modello è un modello che funziona sotto certe ipotesi e non in qualunque caso...
l'errore è usarlo sempre senza sapere le condizioni al contorno.
non c'entra la "tecnica" con la crisi mondiale.. c'entra l'avidità!
come al solito c'è chi sa poco di matematica che tende a dare la colpa a quello che non conosce!

non è necessario tendere alla ruralità.. è necessario tendere alla sostenibilità!

scusate i voli pindarici

anonimo
utente anonimo

#15    22 Luglio 2009 - 19:45
 
Non ci contare anonimo... Venezia ha più di 1000 anni e nella pianura veneta gli insediamenti principali, esistevano prima di Roma... Tanta parte della Storia andrebbe riscritta! (se non tutta!!!)
Alkall
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#16    22 Luglio 2009 - 19:49
 
In quanto al ritorno alla "ruralità", io concordo col Carnefice. Ci si stà rendendo conto che la fuga dalle campagne non è poi stato tutto stò grande affare... ci siamo impoveriti tutti! E in tutti i sensi... Per avere un po' di "bussolotti" che consumano corrente in casa abbiamo venduto la terra... ma ti rendi conto???
Alkall
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#17    23 Luglio 2009 - 09:18
 
Roma ha circa 2.800 anni ed è la terza città in Europa e l'ottava nel mondo come numero di presenze turistiche.

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#18    23 Luglio 2009 - 09:27
 
La storia si riscrive ogni giorno mentre si fa. Però bisogna studiarla per riscriverla.
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#19    23 Luglio 2009 - 09:54
 
Berlino invece ne ha molti di meno ma è comunque una città densa di storia, di cultura e di culture ed ha un fascino unico.

Non bastano gli anni a fare di una città una meraviglia.
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#20    23 Luglio 2009 - 11:04
 
E' vero Asmenos, ma è anche vero che, come anni, la pianura Veneta era abitata prima che Romolo e Remo scavassero il famoso quadrato sui colli... Non invento niente e "ho studiato!"
Alkall
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#21    23 Luglio 2009 - 11:09
 
Alkall, la mezzaluna fertile era abitata prima che il veneto fosse il veneto.
Se si fa la gara a chi è arrivato prima allora inchiniamoci agli iracheni e stiamo zitti.

Certe classifiche e graduatorie vanno prese con ironia dato che non c'è niente di serio in esse.
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#22    23 Luglio 2009 - 11:51
 
Non stò rivendicando niente... mica si può rifare la storia? Stò solo dicendo che al comm#14 si è detto una cavolata... E comunque si parlava delle città della penisola... non degli iracheni...
Alkall
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#23    23 Luglio 2009 - 15:45
 
Sì Alkall, volevo prevenire una delle tue solite argomentazioni "ad mentulam".
Resta il fatto che la splendida Venezia, è venuta ben dopo Roma. E detto questo, nulla le toglie la sua bellezza.
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#24    23 Luglio 2009 - 18:57
 
Ovviamente! Lo stesso dicasi per Firenze. Ricordando però che Venezia fu costruita da Veneti (e non da Greci...) in fuga dalle invasioni barbariche che venivano da oltr'Alpi. Da qualche parte (e prima) avranno pure imparato a far ste' cose no? Tu cheddici???
Alkall
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#25    24 Luglio 2009 - 09:22
 
Ripetiamo il sussidiario?
Palaffite Alkall, palafitte.
La Venezia come la conosciamo oggi è un prodotto del medioevo e poi del rinascimento. Infine del seicento-settecento.
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#26    24 Luglio 2009 - 11:18
 
Anonimo #14 è vero che "non è necessario tendere alla ruralità", infatti, sarà necessario tornare alla ruralità.

Il Carnefice

PS: Genova è la più antica di tutte. Notizia di ieri: "Ritrovato nelle fondamenta della Lanterna la base di un piccolo faro risalente a 314.159 anni fa dove è incisa una sorta di mappa che evidenzia un abbozzo di Sopraelevata primordiale".

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#27    24 Luglio 2009 - 12:02
 
Non disprezzare la tecnica delle palafitte, caro As... senza quella nessun medioevo avrebbe costruito Venezia. Che è unica nel mondo! E l'hanno fatta i veneti, così disprezzati in giro perchè... lavorano...
alkall
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#28    24 Luglio 2009 - 14:31
 
Alkall, tra i veneti preromani e gli attuali abitanti del veneto c'è poco in comune. Così come i moderni toscani non sono etruschi.
Evitiamo questi campanilismi puerili dai.
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#29    24 Luglio 2009 - 18:01
 
La cosa invece è interessante! O i Veneziani erano fuori di testa quando si sono messi in testa di costruire palazzi di 6 e più piani su pali conficcati nel fango, oppure sapevano bene cosa facevano... e quindi lo facevano da tempo... avevano cioè imparato una "tecnica esclusiva" che altri non avevano. Segno tipico di "civiltà" e di "cultura". Tutto questo ben prima di Roma. Te l'ho detto che la storia andrebbe riscritta. Tieni anche presente che i veneti nella conquista romana non sono mai stati un problema, hanno sempre saputo convivere con l'invasore rimanendo in un certo modo "liberi" e indipendenti. Hanno spesso combattuto col loro esercito (sì i veneti avevano un esercito organizzato!), affianco all'esercito romano. Guarda te, adesso Bossi ha presentato il conto...eh,eh,eh...
Alkall
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#30    24 Luglio 2009 - 18:08
 
Ma ho detto qualcosa contro i veneti?
Ti sto dicendo di evitare parallelismi tra i veneti preromani e gli abitanti odierni del veneto.

Quanto a Bossi, beh, se esiste qualcosa che non ha alcuna storia è la Padania.
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#31    24 Luglio 2009 - 18:26
 
Ma siii, stò scherzando... ma se ti interessa saperne di più, digita "Casoni di Lignano" così vedi se i veneti le case le sapevano fare oppure se hanno dovuto aspettare i romani o il medioevo per imparare... (per inciso, la Liga Veneta esisteva prima della Lega di Bossi... dalla quale lui è venuto a scuola...)
Alkall
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#32    24 Luglio 2009 - 19:06
 
Sì, voi parlate ovviamenmte di Venezia, la cui fama è quais priva di paragoni. Ma, forse, non avete idea di quanto bella sia Treviso, la cittadina dove abita Alkall: è un vero angolo di paradiso. Peccato che ci siano i trevisani. Da noi a Venezia, si dice: "dime bestia, dime can, ma no dirme trevisan." Lascio a voi la traduzione. :-))
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#33    25 Luglio 2009 - 09:23
 
Tutta invidia...
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#34    25 Luglio 2009 - 09:26
 
Lec, sono belle anche Castelfranco, Asolo, Conegliano e molte altre della "Marca gioiosa". E particolarmente dopo i restauri dei governi leghisti.
Alkall
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#35    25 Luglio 2009 - 10:02
 
Indubbiamente bellissime.
Treviso, però, è la più bella: "dove Sile e Cagnan s'accompagna", come disse il Sommo.
Agli amici foresti: se un giorno per caso capitate a Treviso, fermatevi sotto i portici del Palazzo dei Signori, al bar Biffi, a mangiare il panino caldo con la porchetta trevigiana. E non accompagnatelo con del comune prosecco: chiedete Cartizze.
Sarà un ricordo che non svanirà più.
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#36    25 Luglio 2009 - 10:07
 
Tu vieni a Treviso e non me lo dici???
Alkall
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#37    25 Luglio 2009 - 10:14
 
Al, sarò a Treviso un giorno sì e due no. Mio figlio frequenta l'Università lì. Io, sono orginario di Ponte della Priula; vado spesso al cinema al Multisala di Silea; da casa mia a Treviso saran 20 minuti d i strada. Eppoi, adoro Treviso: la città più elegante e raffinata del mondo e le donne più belle d'Italia (almeno secondo un certo detto) .....
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#38    25 Luglio 2009 - 10:22
 
Diciamo che le città del Veneto sono una più bella dell'altra... Padova, ad es. è straordinaria, e Verona? Con quell'Arena in centro città? E Vicenza? E Belluno la città del Tiziano... con quelle montagne da urlo che la incoronano?
Certo Treviso è piccolina, graziosa, una bomboniera... dove si stà bene, dove è bello passeggiare senza fretta sotto i suoi portici, fermarsi a lungo tra i canali... vagabondare da una piazzetta all'altra... un po' bohemienne un po' sbarazzina, un po' snob... non sai definirla, inafferrabile! E' lei però, che ti afferra... il cuore.
"se la vedi t'innamori" è scritto dappertutto... ma non è eccessivo...
Alkall
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#39    25 Luglio 2009 - 10:30
 
No, Aldo, non è per nulla eccessivo. Io sono uno dei tantissimi innamorati ... per fortuna Treviso non ti delude mai.
Comunque hai proprio ragione: è tutto il Veneto ad essere splendido. A volte, vedere il paesaggio deturpato da tutti quei capannoni, ti fa male al cuore. Del resto, sono anche la nostra ricchezza e il nostro benessere; bisognerebbe sforzarsi di trovare delle soluzioni paesaggistiche che rendano compatibile l'utile con il bello che lo circonda ...
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#40    25 Luglio 2009 - 11:42
 
Allora quando sei nei paraggi fammi un fischio, così andiamo a prenderci un gelato...
In quanto ai capannoni, c'è stata una corsa più edilizia che ragionata... (ce ne sono tanti chiusi!). Ovviamente le zone industriali sono il pane quotidiano del Veneto. D'altronde le arti e i mestieri sono stati sempre il fiore all'occhiello del Veneto. Io stesso ho un cognome che significa "calzolai". Credo che si possano inserire nel paesaggio i "luoghi di lavoro" abbastanza armonicamente, anche perchè abbiamo realtà da piccole a micro. Molti di questi capannoni sono già molto belli da vedere, addirittura artistici (curati, con stile). Resta secondo me da conquistare (come concetto) la necessità di un contorno verde (un giardino, insomma!), che se per le abitazioni ormai è obbligatorio, lo potrebbe diventare anche per gli opifici. Inoltre sono talmente tante le ore che si passano in fabbrica che sicuramente devono essere creati anche luoghi di aggregazione culturale per i momenti di pausa. Arte, musica, sport... sennò che vita è? Speriamo che a partire dal Veneto, nasca qualcosa di meglio di quello che si vede normalmente in giro.
Alkall
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#41    25 Luglio 2009 - 11:53
 
Ok per il gelato.
Vedo che (finalmente) siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Anch'io avrei suggerito una cintura di verde per integrare meglio i capannoni nel contesto del luogo.
Non sei su in montagna, oggi?
Alcuni miei amici sono partiti l'altro ieri per Villa, in Val Badia, per una "tre giorni" di ferrate. Beati loro.
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#42    25 Luglio 2009 - 12:35
 
Sono stato la settimana scorsa sul Jof de Montasio. Una bella "avventura"...
Alkall
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#43    25 Luglio 2009 - 17:23
 
E va bene, mi unisco al coro che elegge Treviso a "cosa" affascinante; ricordo particolarmente l'enorme flora che le esce da tutte le parti.
E' una di quelle meraviglie strane come Peschici, che ti fa vedere il mare, laggiù, da sotto un archetto di un vicolo calcinato.

E confermo che al Biffi ci vai a vivere. Lui e i cuoi dannati, irresistibili, prosecchini.

Ho solo un pessimo ricordo del bellissimo Sile. Ma è colpa del lavoro...

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#44    25 Luglio 2009 - 18:57
 
Ohè, Carné ...e questa non me l'aspettavo!
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#45    25 Luglio 2009 - 19:08
 
Per chi si ricorda "Signore e signori" di Germi, il "Biffi" è quel bar dove sedevano abitualmente i protagonisti tra un episodio e l'altro.
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#46    25 Luglio 2009 - 20:13
 
Il Sile a Treviso è bello, ma per vederlo splendido devi venire dove stò io a Quinto di Treviso... quì davvero il fiume diventa un capolavoro della natura. Tra l'altro tutto il tratto da Quinto fino alla sua sorgente è un'oasi naturalistica protetta, dove sono tornati a nidificare i grandi trampolieri. Sembra persino la Cicogna! Ma da anni, ormai, in cielo volano le anatre selvatiche e a pelo d'acqua vola maestoso l'airone.
Alkall
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#47    25 Luglio 2009 - 23:05
 
... Mi pare che proprio lì da te ci sia un antico mulino, adagiato su un'ansa meravigliosa o su uno slargo così ampio da formare un laghetto, in mezzo a un bosco.
Comunque anche più giù, verso Quarto d'Altino, è oasi naturalistica. E pure alle Alzaie.
Aldo, hai mai attraversato il Piave verso il tramonto, sul ponte tra Crocetta e Valdobbiadene, dopo aver fatto tutta la panoramica che parte da Nervesa?
Eh, sì. La Marca è la Marca.
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#48    25 Luglio 2009 - 23:09
 
P.S. Per gli amici laziali, che ci leggono e non immaginano, dico che il Sile, soprattutto dove abita Aldo, ricorda moltissimo i famosi giardini di Ninfa, in provincia di Latina.
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#49    25 Luglio 2009 - 23:21
 
Comunque, non voglio metterla in politica, ma devo ammettere che, da quando ci sono al governo locale i leghisti (definiti beceri e ignoranti da gran parte dell'estabilshment) sono stati istituiti, ampliati o recuperati parchi naturali bellissimi, estesa su quasi tutto il territorio la raccolta differenziata, migliorata la viabilità, intensificato il recupero artistico e architettonico, esteso il verde pubblico, costruite piste ciclabili a iosa, abbellite le città. Cose che prima, con le precedenti amministrazioni, manco ci sognavamo.
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#50    26 Luglio 2009 - 08:48
 
Beh, non l'ho detto io, eh...
E' così, ci sono ancora tante cose che non vanno, ma molte sono state fatte. Purtroppo moltissimo del patrimonio storico culturale del Veneto è già andato perduto... nel passato (i nostri padri sopprattutto), e neanche per colpa loro... hanno pensato troppo ai "schei" e rovinato tante testimonianze della vita di questa gente prima delle due grandi guerre. L'ultima in particolare aveva proprio ridotto alla fame e bisognava reagire, e così hanno fatto, creando il miracolo industriale che è ancora il Veneto. Noi, da loro, abbiamo avuto un dono grande... che non sono i soldi, ma che si chiama "Speranza". E' un dono che ha comportato per molti padri (e madri, naturalmente!), il sacrificio dell'intera vita, ma che ha dato la possibilità a noi di riconsiderare il futuro come un valore prezioso da difendere, proteggere, curare. Altro che nichilsmo! Vivere in un bel giardino però non basta, si può essere tristi anche sotto un ciliegio in fiore, se poi, non c'è quell'amore che deriva dall'essere cresciuti bene tutti insieme. Questo è il "lavoro da fare": La crescita delle "comunità". Crescita morale, etica, culturale, politica, Spirituale. Ci aiuteranno anche i tantissimi immigrati che abbiamo accolto (il Veneto è stato sempre tra i più aperti e generosi), con l'apporto della ricchezza delle culture del mondo. Cerchiamo di essere quel popolo che non è scritto nella storia, ma che sentiamo nel sangue. Quel popolo che ha sempre scelto il dialogo e non la guerra. E se capita, magari riscriviamo pure la storia, ma non per orgoglio, ma "giustizia".
Alkall
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#51    26 Luglio 2009 - 09:11
 
Lec, a Crocetta ci porto la bici (al supermercato lascio l'auto...), e poi faccio la salita di Pianezze fino alle malghe. quando scendo è ormai il tramonto (in primavera), e lo spettacolo è magnifico. Dai contadini che fanno la fienagione sui pendii del Cesen e che ancora ti salutano con la mano, dalla vista della immensa pianura col Piave che ci serpeggia scintillando... gli occhi si ubriacano di bellezza... si passa per la piazza di Valdobbiadene e nei fine settimana è tutto un brulicar di gente che "ciacola" serenamente, ride, si incontra, "conta e' novità...". Dovresti farlo, Lec, è davvero bello. Poi la strada nel verde, col sole di fianco, piena di curve e in bella discesa ti riporta a Crocetta del Montello, ricca di ricordi della prima guerra, col museo (che però non ho ancora visto...). Attraversare il Piave, sia a Crocetta, che a Ponte della Priula o a Ponte di Vidor, è sempre stata per me una emozione... ricordo i ponti com'erano una volta, stretti, con quei monoliti di cemento del parapetto vagamente artistico collegati da due tubi neri tra i quali si vedeva molto in basso l'acqua torrentizia nell'enorme letto di ghiaia... e in fondo le cime, le montagne, le mie montagne... E pensavo che ancora "mormorava"... al passaggio...
Si, Lec, della Marca ci si innamora perdutamente. Non si finirebbe mai di descrivere i luoghi che hai accennato. L'Oasi Cervara, (così si chiama quella di Quinto), non la descrivo. Dovete Vederla! Magari ce ne sono tante così... ma questa è quì a casa mia e allora è sempre la più bella...
Alkall
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#52    26 Luglio 2009 - 13:47
 
Beh, dai, mettiamoci una foto del Mulino di Cervara ....
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#53    26 Luglio 2009 - 16:18
 
Altrimenti puoi andare quì:
http://www.oasicervara.it/
...ma io intendevo venirla a vedere di persona...
Alkall
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#54    26 Luglio 2009 - 20:08
 
... più belle queste ...
Non preoccuparti, ci vengo, ci vengo ...
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#55    26 Luglio 2009 - 23:55
 
Che tristezza vedere il placido e operoso mulino... ho assistito impotente (a dieci anni) alla demolizione della ruota più grande della Liguria. Il primo indelebile ricordo di tempi perduti mortificati da un insensibile genere umano che tristemente... ...ma 'sto blog sta diventando una nostalgica - e melanconica - parodia del volemosebbbbene. Puah!

Non lo sopporto più, dannate mammolette lacrimose. Finiamola e ricominciamo a litigare, languidi baluba.

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#56    27 Luglio 2009 - 08:46
 
Carné, siamo come le truppe italiane e austriache sul fronte del Piave, che nei momenti di calma apparente fraternizzavano tra loro, con enorme disappunto dei generali ... :-))
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#57    27 Luglio 2009 - 09:42
 
Abbiamo approfittato dell'assenza degli altri nel weekend, per farci una "ciacolata" tra conterranei ...
Al lunedì, siamo pronti a riprendere le ostilità.
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#58    27 Luglio 2009 - 11:14
 
Carnefice, il mulino Cervara è perfettamente restaurato e funzionante. Non elettricamente, ma ad acqua! Il restauro lo ha fatto gratuitamente una ditta che si chiama BERGA già più di 10 anni fa. Tutte le parti interne del mulino sono in legno. I pezzi originali sono in mostra nel piccolo museo all'interno. Le parti che funzionano sono state fatte nuove esattamente com'erano una volta. Un lavoro eccellente. Questo è stato possibile perchè, fortunatamente, erano ancora in vita gli artigiani dell'arte molitoria che hanno sempre fatto la manutenzione ai mulini della zona. A Quinto ci sono altri mulini che funzionano e producono. Non con le ruote ad acqua, naturalmente, ma le hanno conservate e sono visibili passeggiando per il paese e i sentieri creati apposta sulle rive del fiume. Ruote ben più grandi di quella del mulino Cervara!
........................
E adesso LITIGHIAMO pure...
Alkall
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#59    27 Luglio 2009 - 12:55
 
A Genova c'è la funicolare di S. Anna, un antico e nemmeno tanto lungo percorso che però trasporta una milionata di persone l'anno, da su a giù e viceversa.
Ebbene, per seguire le normative, trent'anni fa la trazione di questa funicolare fu realizzata con un motore elettrico. Ma come funzionava, sino ad allora, da ben novant'anni?
Con l'acqua.
Sissignori. Il corso d'acqua a fianco forniva l'energia per far funzionare la funicolare.
Forse si risparmia a farla andare elettricamente, forse è più sicuro, non lo so, e non ho voglia di fare i conti. Dico solo che miliardi di miliardi di cose che funzionavano per centinaia di anni bene e senza problemi, sono ora realizzate con quella tecnologia che ti fa notare come un corso d'acqua sia solo sfruttato dalla grande azienda produttrice elettrica, ma troppo difficilmente da chi, molto più in piccolo, potrebbe usare questa forma di energia.

Non è un discorso generalizzabile, però C'E' un fondamento di malafede.
IO
LO
SO.

Il Carnefice

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#60    27 Luglio 2009 - 14:59
 
So cosa intendi, Emilio... nel Sile una girante privata non si può mettere neanche se è un giocattolo...
Alkall
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#61    02 Agosto 2009 - 01:34
 
>Crescita morale, etica, culturale,
>politica, Spirituale. Ci aiuteranno
>anche i tantissimi immigrati che
>abbiamo accolto (il Veneto è stato
>sempre tra i più aperti e generosi)

D'altronde è anche giusto, con tutti gli emigrati che il Veneto ha donato agli Usa, al Sud America e anche ad altre parti d'Italia (nella zona di Maccarese, nei pressi di Fregene, a pochi chilometri da Roma, c'è per esempio una vera colonia di veneti venuti a suo tempo a bonificar paludi). Qualche mese fa sono stato tamponato da un anziano signore, proprio nei pressi di Maccarese, e quando ci siamo scambiati le rispettive generalità ho appreso che era nativo di Bassano del Grappa!

Hans
utente anonimo

#62    02 Agosto 2009 - 17:19
 
Hans, non so se sia giusto oppure no... guarda che i veneti in giro per il mondo non hanno portato altro che il lavoro delle loro braccia! (Nessuna mafia, ne sharìa, o altra associazione a delinquere...)
Sappiamo che abbiamo comunque sempre un debito di riconoscenza con tanti che hanno aiutato i nostri nonni... e a nostra volta cerchiamo di aiutare...
Il vizio della guida a "carroarmato" però non lo perdiamo mai...
Alkall
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#63    02 Agosto 2009 - 18:55
 
>Il vizio della guida a "carroarmato"
>però non lo perdiamo mai...

Che intendi?

Hans
utente anonimo

#64    02 Agosto 2009 - 19:17
 
Che come veneti abbiamo una brutta fama "in auto"...
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#65    05 Agosto 2009 - 20:36
 
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/benedetto-xvi-36/almodovar-benedetto-xvi/almodovar-benedetto-xvi.html
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#66    06 Agosto 2009 - 09:13
 
Direi che sia Almodovar che deve entrare nelle famiglie vere di cui parla il Papa. Credo che come osservatorio il Papa abbia sicuramente più una visione reale di un qualsiasi regista... o "costui" si è montato la testa?
Alkall
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#67    07 Agosto 2009 - 07:15
 
Ciao Psico, non ricordo se ero già passato da te. Ci siamo incontrato spesso qua e là.

Volevo dirti una cosa sui commenti a questo post:

sono meravigliosi e mi sento fiero di conoscere alcune delle persone che via hanno lasciato commenti.

Non dico altro salvo che la più bella città d'Italia è Siena.

Qualcuno vuole venire a "vedere" (meglio sarebbe dire "sentire") il Palio? Se venite vi faccio da Cicerone.
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#68    10 Agosto 2009 - 15:44
 
Ciao Acca. Sì, il tuo nome non mi è nuovo.

Baci a tutti
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Eccomi

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